Buongiorno cari lettori, oggi parliamo di “Il bacio dell’incubo” di Nina Talvi.

Fin da bambina, Cora soffre di paralisi del sonno che le causano incubi agghiaccianti. Un giorno, sulla spiaggia del Mar Baltico, trova un ciondolo misterioso in grado di attenuare la sua condizione. Quello che non si aspetta è che il monile richiami a sé il suo vero padrone. Eric è un essere soprannaturale che si nutre di incubi ed è uno dei tre figli di Caino. Custodisce dentro di sé una parte dell’arma con cui ha condannato il padre all’oblio eterno, che gli scatena una fame di sangue tenuta a bada solo dal prezioso amuleto. Cora riceve un’offerta che non può rifiutare ma che la catapulta in un mondo di creature che sembrano uscite dalle fiabe… o dagli incubi più terribili. Mentre i due combattono l’attrazione pericolosa che cresce tra loro, un essere oscuro e antico minaccia il mondo soprannaturale di Helsinki, mettendo a repentaglio i delicati equilibri raggiunti in secoli di pace.

Pagine: 341

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Voto: 5

Ho ancora diverse scene in testa che non riesco a togliermi, un mix tra una tortura e una goduria. Ma procediamo per gradi, per quanto possibile.

Questo, a mio parere è un libro stupendo, ingloba in sé diverse caratteristiche che amo leggere, ovvero: elementi fantasy/ urban fantasy, enemies to lovers, spicy ma quello sensato, trama intrigante e con twist pazzeschi, e molto altro ma andrei a spoilerarvi troppo.

La storia, seppur segua uno schema ormai “noto”, ha diverse note originali che mi hanno letteralmente fatto innamorare, immaginate solo i miei occhi quando per la prima volta ho letto la parola Fae, soprattutto accostata a personaggi biblici come Caino.

Perché sì, la storia parla della stirpe maledetta, scopriamo la natura di Caino, cosa è successo “veramente” per spingerlo ad uccidere il fratello, la nascita di Incubo e i suoi fratelli… con pezzi inseriti durante la narrazione Nina ci informa di ogni cosa ma lo fa piano, dandoci solo qualche goccia di informazione prima di cambiare ogni cosa e farci precipitare nelle pagine.

Eric è uno di quei personaggi che amo alla follia leggerli, sono quelli tormentati, con una croce addosso troppo grande per loro ma così altruisti e giusti che si sacrificherebbero per le persone amate.

Cora, invece, è un personaggio che ho trovato forte, seppur a tratti un po’ stupidina ma costante nel suo pensiero.

Vorrei dirvi un sacco di cose, di come ho capito di essere ossessionata dai Gabriel dei libri, delle illustrazioni che sono un tocco di classe e allo stesso tempo ti fanno sbavare.

Di come Nina sia riuscita a inserire diverse tematiche all’interno di un libro che si legge in una giornata, non lo so ancora, ma posso solo dirvi che crea dipendenza, io voglio sapere cosa succederà ora!

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